La marcia dei pinguini[progetto lavorativo da realizzare]

 

BISOGNO RILEVATO E SCOPO DEL PROGETTO

I genitori dell’Associazione “Lo Specchio” avendo figli  con diverse abilità in età lavorativa, sentono l’esigenza di proporre nuovi strumenti al fine di poter valorizzare le abilità e le potenzialità dei propri figli, e che non si rassegnano ad un loro inserimento in un C.S.R. quale unica soluzione possibile.

Se da un lato per le ragazze e i ragazzi diversamente abili che hanno terminato la scuola si aprono opportunità esperenziali interessanti come lo sport, il teatro, ecc. con un miglioramento significativo della qualità della vita, dall’altro non si può dire lo stesso per le opportunità professionali.

I nostri figli, sino ad ora, sono stati inseriti nell’ambiente lavorativo tramite borse lavoro e stage che in molti casi non hanno portato al raggiungimento dello scopo prefissato, che non era necessariamente l’inserimento lavorativo, ma soprattutto la formazione e la ricerca delle loro capacità e potenzialità.

Noi genitori, in virtù del fatto che i nostri figli hanno bisogno della nostra voce per perseguire gli obiettivi dei loro progetti di vita, vorremmo sostenerli in questo e trovare, assieme ai Servizi Sociali ed agli operatori del settore, nuove opportunità per superare l’assistenzialismo ed acquisire un ruolo lavorativo che sia gratificante per i nostri ragazzi e ne metta a frutto le capacità.

Lo scopo del progetto è dunque creare una o più strutture in cui i ragazzi possano inserirsi in modo proficuo e gratificante, acquisire competenze spendibili e coerenti con le loro attitudini, assecondando i loro progetti di vita.

FINALITÀ GENERALI

1. Mettere in evidenza le potenzialità dei ragazzi e valorizzarle in un ambito lavorativo (anche parzialmente protetto, ma in un'ottica di integrazione) fornendo l’adeguato supporto dove è necessario e per il tempo in cui ce ne sarà bisogno.

2. Gratificare anche economicamente l’operato dei ragazzi coinvolti, anche senza che si configuri necessariamente un rapporto di lavoro, per farli sentire soggetti attivi e non solo portatori di bisogni.

3. Utilizzare in modo più mirato le risorse economiche pubbliche.

DESTINATARI

Ragazzi con diverse abilità che hanno terminato i loro percorsi di istruzione e formazione, e che faticherebbero ad integrarsi nel mercato del lavoro, ma per i quali l’inserimento in un CSR è inopportuno o quantomeno prematuro.

ATTORI

Sappiamo che un problema complesso come questo va affrontato in una logica di rete territoriale, per cui pensiamo che oltre l’Associazione “LO SPECCHIO”, promotore del progetto, si debbano coinvolgere soggetti pubblici e privati competenti nell’ambito dell’integrazione,come ad esempio i Servizi Sociali, la Città del Ragazzo, CSV, Enti Locali, Cooperativa “Integrazione e Lavoro” ed eventuali altri partner.

PROPOSTA PROGETTUALE

La proposta che, secondo noi, potrebbe favorire il perseguimento delle finalità suddette è la creazione di nuove cooperative (o nuovi rami di attività presso cooperative già esistenti) che operino su più aree, quali ad esempio l’organizzazione di eventi (convegni, sagre, fiere tematiche, ecc.); la ristorazione, ed altri servizi connessi.

Queste attività potrebbero consentire ai nostri ragazzi di sperimentarsi in diversi ruoli professionali (aiuto-cuoco, cameriere, receptionist, centralino, grafica computerizzata, predisposizione di ambienti per convegnistica, pulizie, gestione degli impianti audio/video, ecc.) identificando il settore in cui hanno più attitudine ed in cui potrebbero essere occupati in modo più efficace.

La/e cooperativa/e sarebbero dunque imprese a duplice finalità: quella produttiva (che risponde a leggi di mercato) e quella educativa e formativa (che persegue la valorizzazione della persona).

I periodi orientativi e formativi delle persone diversamente abili  avverranno con il supporto di operatori ed educatori della/e cooperativa/e  e con il coinvolgimento di volontari, di giovani del servizio civile, di studenti universitari e/o di scuole superiori (preventivamente selezionati) che possano vedersi riconosciuti crediti formativi.

L’esperienza dei ragazzi all’interno della cooperativa potrà essere scandita dalle seguenti fasi:

1. fase esclusivamente orientativa e formativa;

2. fase di borsa-lavoro dei Servizi Sociali che consente una piccola “retribuzione” al ragazzo;

3. fase lavorativa con il ruolo di socio lavoratore con regolare contratto (nei casi in cui sarà possibile) o di socio volontario con piccoli rimborsi spese (comunque gratificanti);

4. fase di transizione al lavoro in impresa: per alcuni ragazzi è auspicabile che, dopo il periodo di esperienza di lavoro nella cooperativa, sia addirittura possibile un inserimento lavorativo in imprese esterne ai sensi della L. 68/1999 e l’acquisizione definitiva e totale dello status di lavoratore e contribuente, con la conseguente riduzione dei costi sociali.


FINANZIAMENTI

Il finanziamento pubblico riguarda in modo particolare la fase orientativa e formativa (fase 1) per il riconoscimento del “mancato reddito” degli operatori della cooperativa che dovranno seguire i ragazzi inseriti, in modo da non ridurne la competitività sul mercato e nel contempo valorizzarne la finalità educativa.

Anche la fase successiva (fase 2) sarà sostenuta da un finanziamento pubblico, attraverso borse-lavoro dei Servizi Sociali. Però già in questa fase potrà iniziare una sorta di “rapporto di lavoro” tra la cooperativa e la persona, con l’evidente crescita delle motivazioni e della gratificazione.

Le  fasi 3 e 4 saranno invece a totale carico della cooperativa, e prevede retribuzioni o rimborsi proporzionali alla effettiva produttività delle persone inserite.